Sproloquio

Palchetto. Sgabello. Microfono. Entra l’Artista.

 

Buonasera, buonasera… sì, buonasera, si dice ancora buonasera, non si usa più? Boh pace fa lo stesso. Mi manca un tavolo. Ho bisogno di un tavolino davanti, mi levate lo sgabello per piacere? Ecco, vediamo di fare una cosa fatta bene eh, già mi sto ridicolizzando. Ah, da dietro, mi portate anche della Pepsi e della Cola? Niente? Vabbè sticazzi, attenderò.

 

Luci spente. Sgabello via, ciao sedia. Microfono acceso. Ciao Tavolo. L’Artista attende che le luci si accendano. Le luci si accendono.

 

Allora, dedico questo sproloquio, perché in altro modo non si potrebbe chiamare, alla mia ex che vedo seduta col suo ragazzo in seconda fila, grazie, mi mancheranno i tuoi meravigliosi pompini a ritroso. Se non sapete cosa sono dopo dietro le quinte vi passo il numero e ve lo spiega lei, male male chiedete al figone con cui si accompagna e risolverete tutto. Ecco. Oh, è arrivato anche il rum.

 

Ciao rum. 

 

Cazzo c’è anche la Pepsi!

Ciao pepsi.

 

Ora, capisco che come esordio faccia un po’ cacare, ma d’altronde avete pagato due euro e cinquanta per sorseggiare Negroni fatti con alcol di quarta scelta, non rompete le palle. 

Allora, stasera lo sproloquio colpisce a raggera un po’ tutti, tipo una scarica di un fucile a pompa. Cercherò di esprimermi come fanno i giovani d’oggi, probabilmente fallirò, mi finirò il rum e passerò a un locale della concorrenza. Di questo passo, nel giro di tre anni dovrei avere una lavanderia a gettoni, ma poco importa. Si può fumare? Sì? Oh bene.

 

Ciao sigaretta.

 

Bene, bene. Ho tutti gli ingredienti per imitare il Bukowski dei tempi d’oro, ma dato che la maggior parte di voi lo confonderebbe per uno scultore polacco, non capire la citazione fa parte di questi tempi post-moderni. Post-moderno, post-moderno, post-moderno… ecco di cosa ciancia lo sproloquio di stasera. Sì, è uno sproloquio e non un soliloquio, tra l’altro verrà malissimo perché quando l’ho finito di scrivere mi si è rovesciata la cedrata sulla parte centrale e andando quest’ultima a puttane non sarà facile. Ma lo spettacolo deve continuare, avete pagato tre euro e settanta per del liquore di contrabbando e così è la vita. Come quel film di Aldo Giovanni e Giacomo, no? No. Che palle. Vabbè inizio o si fa notte.

 

L’altro giorno cazzeggiavo su Instagram, come mio solito. Scorrevo le foto di tante belle e brave figliole mentre l’autostima si abbassava di tre tacche e si innalzava di due centimetri qualcos’altro. Sì, inizio con una squallida battuta sessuale perché mi pagano poco e ho poche idee. Insomma, cazzeggiavo su Instagram e mi è venuto in mente Sartre. Così, d’impatto.

Bimbi, non so come dirvelo ma è un grandissimo casino. Siamo condannati ad essere liberi. E ho pensato ciò “Cazzo, ma perchésono su Instagram e non su Youtube?”. E allora sono andato su Youtube, ho aperto le iscrizioni, ho guardato un paio di video e ho detto “Cazzo, ma perché non sono a studiare?”. A quel punto però era tardi, la luna era calante, Paolo Fox aveva detto che l’Acquario questo mese a lavoro non ingrana e niente. Ho ascoltato Mika.  Vado al sodo: siamo una generazione di rincoglioniti. Viviamo in tempi difficili e terribili, certo, ma non è una giustificazione per non fare un cazzo dalla sera alla mattina. Lo diceva anche Pasolini: c’è gente che non crede in niente fin dall’inizio, poi ci sono quelli che credono in qualcosa e smettono di credere anche in quel qualcosa. E la gente che se ne sbatte il cazzo? Loro sono i migliori di tutti, perché è semplice. Un secondo.

 

Ciao ciao rum. Ciao ciao cola. Ciao bicchiere.

 

Ecco, stavo per dire qualcosa di serio ma per fortuna il coraggio alcolico mi ha rinsavito. Se non si è capito, è una metafora per indicare i liquori. Li chiamo così perché mi scolo un bicchierino o due prima di prendere uno schiaffo o prima di andare in bianco quando a una festa provo a conoscere una tipa approcciandola chiedendole del tatuaggio. Respiro. Mi dico: “vai, è tutta per te”. Mi presento, sorrido, stringo la mano, temo il contatto fisico, sudo, me ne esco con una cazzata o due su Majakovskij, dice di non seguire il calcio russo, faccio finta di non sentire e chiedo che cosa studi, mi risponde che fa Farmacia, le dico che mi piace Breaking Bad e mi risponde che suo padre lavora nelle Fiamme Gialle. Niente, non si quaglia. Peccato, era la sera ideale per strappare del sesso orale nel bagno. Certo. Allora, dicevo che c’è gente come me che se ne sbatte altamente il cazzo di morale, religione, amore, sentimenti, persone, valori e quant’altro. Ma mica perché sono stronzo eh. No sie, magari. Quaglierei sicuramente di più. Vero, ex meretrice in seconda fila? Tranquilla, a fine spettacolo il tuo nuovo ragazzo che sicuramente ti soddisfa più di quanto mi impegnassi io mi fracasserà di botte e va bene così. Tutto ciò è stato allestito per il vostro divertimento, la genteormai paga per non annoiarsi e divertirsi umiliando gli altri e scaricando sul primo cristo che passa le proprie frustrazioni. Un attimo.

 

Ciao bicchiere.

 

Dicevo, va tutto bene finché non viene colpita la propria autostima. Va tutto bene finché uno sconosciuto non ti guarda le gambe e ti chiedi se ti sia truccata abbastanza bene. Va tutto bene finché le cuffie comprate da Tiger non smettono di funzionare e devi spendere altri otto euro per poterti ascoltare i Beatles mentre sei sul bus verso l’uni. Va tutto bene finché non aumenta l’affitto, i soldi iniziano a scarseggiare e non puoi più fare il piccolo borghese ribelle coi soldi del papi. Bella la vita da fuorisede, eh? Sì, è interessante, finché non inizi a essere stanco verso le una, finché la città non ti sta stretta, finché non vuoi andare in Erasmus. Partiamo, non partiamo, ma non ci sono i soldi. Male che vada, stanghiamo una vecchia e le facciamo la borsa. Grande, lo riconoscete? Dai su, era quell’audio condito da due fantasmagoriche bestemmie a metà e alla fine. Proponeva messaggi ispirati al rispetto delle donne come “lei parla coi pesci, io la picchio a sangue”. Me piasa. Come direbbero i veneti. Una volta ho conosciuto una veneta. Già. Non vi interessa di sicuro e quindi non ve ne parlo. Oh, qualcuno conosce gli Alt-J?

 

Ciao ciao sigaretta.

 

Un uomo senza vizi non esiste, ragazze e ragazzi. Tra poco dovrei leggervi una mia poesia ma non so se mi fa voglia. Mi sa proprio di no. Bene, vi risparmio versi liberi sul niente e risparmio a Dante e a Montale un giro di trottola nella tomba. Qualche citazione buttata a caso però sarebbe carina, magari se intercalata da qualche parolaccia. Magari no. Sono una persona rispettosa, io. Originale no, ma ne sono consapevole. Peggiorerò, ve lo prometto. È che la cosa più buffa e deprimente è che io potrei anche svelarvi una qualche verità, qualche via per conoscere meglio voi stessi, ma (e stavolta la citazione è azzecatissima) anche una volta ammesso questo… non c’è catarsi. La mia pena è costante e affilata e non spero per nessuno un mondo migliore, anzi, voglio che la mia pena sia inflitta agli altri. Insomma, non c’è catarsi. Nessuna verità può essere estratta dalle mie parole e io non giungo a una più profonda conoscenza di me stesso. Questa… conversazione… non ha… significato. Dio che male al Gulliver, batteriaaaaa!!!

Ciao Pepsi. Ciao ciao bicchiere.

 

Bevo come un cammello, fumo, sparo cazzate davanti a un microfono, voi ridete, mi pagate, compro altro coraggio alcolico e bastoncini cancerogeni per esibirmi in altri locali e nulla, e va bene così…. SENZA PAROLE!!! Grande Vasco, mi fa veramente schifo come cantante e come persona ma qualche suo verso è orecchiabile dai. Invece i Litfiba o i Pitura Freska non li conosce nessuno, a meno che non troviate un fiorentino becero nel primo caso o un veneziano nel secondo. Ma fa lo stesso, tanto tra non molto saremo tutti tre metri sopra al cielo. Anzi no, tre metri sottoterra. Sagra dei vermi in entrambi i casi, torniamo alla Madre Terra, è un cerchio… bellino il Re Leone ragazzi. Vabbè, stasera ho perso l’ispirazione, quindi chiudo con una citazione di Bertrand Russell e vado a prendere le botte sul retro. Non prima di aver tirato la sedia al ragazzo della mia ex in seconda fila, le buone abitudini sono dure a morire. Eccola qua: love is wise, hatred is foolish. Ciao bimbi, non fatevi troppe canne, ricordatevi che l’amore è una menzogna, la morte no. Buonanotte e cazzi vostri.

 

Ciao ciao sedia. Ciao ciao ciao Artista.

 

Sipario.

Leonardo Mori

One Comment

  1. Moon

    Leggendoti mi cresceva il sorriso. Ti ho immaginato sul palco, microfono, rum e pepsi e tutto il resto. E poi ho pensato a una cosa: perché partire bene e poi trovarsi a 45 anni a parlare solo di assicurazioni e lavoro. Niente più Bukowski. Niente più Russel. E i Pitura Freska …dimenticati.
    Se posso darti un consiglio: conservati. Le persone tendono a perdersi nella vita. Continua a fare quello che fai

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