Tabaccolandia

Devo raccontare di questo sogno a qualcuno o impazzisco.
Ho sognato un mondo, totalmente astratto, strapieno di tabagisti. Una roba tipo tranquillissima, esattamente il nostro mondo, al 99,9999%, ma differente per un unico piccolissimo particolare: TUTTI, e con TUTTI intendo proprio TUTTI TUTTI, sono tabagisti. Tutti hanno una sigaretta in bocca, perennemente, la marca non importa (non mi pagano ancora per fare pubblicità occulta, purtroppo). 
In questo mondo è consentito fumare OVUNQUE: chiese, cinema, ospedali, caffè, treni, aerei, fabbriche di motorini, discoteche, grattacieli, navi, sottomarini, Shuttle, uffici, case di riposo, bordelli, autobus… ogni spazio umano, lo ripeto in maiuscolo perché fa figo, OGNI CAZZO DI SPAZIO UMANO E’ INVASO DAL FUMO (OPPURE E’ CONSENTITO FUMARVICI). 
Non si sa bene perché ma in questo mondo la gente fuma persino quando dorme, non so come sia possibile, ma insomma lo è.  

E allora, come nei peggiori film minimalisti uzbeki, dovreste immaginarvi questo tipo che cammina per la città, imperterrito, circondato da cappe di fumo, gente che tossisce, gente che chiede accendini o cartine o drum. Neonati nelle culle con le appositesigarette, madri che spegnendo una sigaretta col mozzicone restante ne accendono un’altra, pedofili coi denti gialli che adescano fanciulli offrendo loro stecche di sigarette di contrabbando… l’economia mondiale gira tutto intorno a questo ormai e insomma questo tizio continua a camminare per strada schivando tutta la gente intorno a lui, meccanici, becchini, testimoni di Genova, testimoni di Salona, poeti falliti, mendicanti di nicotina, medici, saltimbanchi, impiegati statali, camerieri, commessi, professori, l’umanità intera. Entra in un condominio, saluta la portinaia, prende l’ascensore, dove trova una coppia di anziani vecchietti, entrambi con la sigaretta in bocca (tipo quel quadro famoso con lui che ha il forcone e lei che guarda fissa e sessualmente frustrata, dai coso, quello americano… vabbè quello).  Nel corridoio della sua scala trova una ridente bambina che con figure antropomorfe costruite tramite filtri e residui di sigaretta sta costruendo il trattato di Versailles del 1919. Nota che al presidente Wilson manchi il braccio destro, così spegne la sigaretta sulla testa di Vittorio Emanuele Orlando e col filtro bianco, compiaciuta, sopperisce a tale lacuna. L’uomo le accarezza i capelli, prende la chiave della sua porta ed entra. Si guarda intorno, abbassa le serrande, spegne tutte le luci e accende una candela nella sua stanza. Sposta il letto verso il muro. Tira fuori da una botola nascosta sul pavimento una bombola di ossigeno, e inizia a respirare. Piano piano i suoi polmoni si aprono.
Si sente felice e pulito. Improvvisamente, dalla finestra entrano della guardia di Finanza che urlano “Guardia di Finanza, abbiamo un mandato di arresto!”.
Poi il sogno s’interrompe e ho una gran voglia di latte e biscotti. 

 

Leonardo Mori

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