RECENSIONE “BASTOGNE”

 

Pubblicato da Enrico Brizzi nel 1996, questo romanzo racconta la storia di quattro squinternati in una Nizza molto bolognese degli anni ’80. Non avete frainteso proprio nulla: l’autore di fatto ha deciso di sradicare le vite di figure a lui da bravo bolognese ben note e di trapiantarle lontano, forse per sentirsi meno in colpa, forse per aver il coraggio di raccontare tali vicende con brutale onestà come altrimenti non avrebbe potuto fare. Un libro scritto in maniera fluida ma comunque difficile a leggersi per i contenuti oltremodo eversivi. Un libro col senso dell’orrido e del disgusto che non invoglia letture notturne; quante volte l’ho chiuso e lanciato lontano, schifata, per riprenderlo in mano qualche istante dopo. Talmente osceno da diventare sublime e irresistibile: come quando, angosciati, portiamo le mani davanti agli occhi per non vedere una scena eccessiva ma alla fine finiamo per spiarla da una piccola fessura ricavata dalle dita. Se non credete a queste parole aprite e leggete le prime pagine dove già si manifestal’agghiacciante apertura ex abrupto in linea con il resto dell’opera. Circa 180 pagine compongono il ritratto della realtà dissacranteche coinvolgeva quella gabbia di matti del DAMS, delle manifestazioni, delle occupazioni e del terrorismo rosso che aveva trovato in Bologna un’eccellente arena performativa. 

Quasi dimenticavo: la prima edizione del libro porta a copertina una vignetta di Andrea Pazienza, artista fumettista che quella vita l’ha vissuta, una vita creativa intensa e promettente che purtroppocome spesso accade è stata recisa troppo presto. 

“Dopo una giornata di meditazione e di riposo trascorsa intensamente al bar, Ermanno e Cousin Jerry, stonati duri come sono, trascinano i cervelli sbiaditi alla festa del mercoledì, appuntamento settimanale imprescindibile per la fauna contadina e spaziale della città intera. 

La festa si svolge in un ristorante tipico nizzardo, lasagne e carrello dei bolliti, che il mercoledì sera dovrebbe stare chiuso per turno e così dentro ci fanno i baccanali moderni. 

Dentro, persi nelle musiche della nuova onda, ci puoi trovare i presenzialisti dediti allo scii d’acqua e ai vernissaggi, e artisti piuttosto celebri che parlano come tossicomani. Alla festa del mercoledì puoi trovare anche tossicomani piuttosto celebri che parlano come artisti, sbarbe del Dams, tante bibite e altre attrazioni tipiche delle feste nizzarde nell’anno delle olimpiadi di Los Angeles.”

 

 Elisa Citterio

 

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