Recensione “Europeana. Breve storia del XX secolo”

E c’era un giovane che aveva letto questo libro e gli era piaciuto molto, perché era scritto in uno stile incredibilmente originale e nuovo e riusciva a sposarsi bene con la cultura letteraria della sua epoca. La cultura letteraria in realtà non era propriamente niente di originale, si limitava a usare il passato come un serbatoio inesauribile di nozioni, citazioni, immagini, suoni, concetti perché ormai tutto ciò che era stato possibile produrre era già stato prodotto.
E c’era chi non era d’accordo con questo e chi non si interessava minimamente del problema e vivere negli anni ‘10 del XXI secolo era indescrivibilmente complesso. Così le persone leggevano sempre meno, soprattutto le recensioni, il tempo continuava a scorrere per tutti e si temeva per il proprio posto di lavoro, per la propria sicurezza e per la propria pensione. A quel punto un libro simile, saltato fuori dal nulla, poteva veramente dare una buona impressione di come fosse stato davvero il terrificante, estremo e infinito secolo ventesimo. E fra le cose più assurde e intellettualmente ironiche delle recensioni su questo libro ne spiccavano due: il ricopiare per intero lo stile di sottofondo dell’opera e aver partecipato, anche se per brevissimo tempo, al ventesimo secolo. E l’autore si scoprì essere un ceco, una persona coraggiosa anche e il suo merito principale era stato il tentativo di tracciare il non tracciabile perché il secolo scorso era stato veramente delirante e notevole nella storia dell’umanità e quindi si poteva fare benissimo confusione fra segnale e rumore. In questo modo era riuscito a comporre un puzzle dai frammenti di granata analizzati e ciò era alla fine inspiegabile così come lo era cogliere nel dettaglio ogni singolo evento nell’arco di cent’anni. Per il secolo scorso era particolarmente difficile, perché non solo ci si era tutti trovati di fronte a cambiamenti sempre più veloci, interconnessi e inimmaginabili, ma il tutto era anche arrivato a velocità mai viste prima. E un uomo passeggiò nel cosmo e un altro sulla Luna e furono sganciate non una ma due bombe atomiche e il mondo era sempre più zeppo di informazioni e le culture e le lingue scomparivano e le abitudini delle persone cambiavano. In questo libro poi si ritrovava un po’ di tutto, come il consumismo, la fine dei sistemi di pensiero, gli orrori delle due guerre mondiali, gli stermini, gli stupri, il razzismo, le dittature e la letteratura a riguardo. Così tante persone si erano interrogate su cosa volesse dire davvero essere un essere umano e molti non sapevano la risposta, altri non si ponevano la questione e continuavano a vivere e a recitare il proprio piccolo e grandissimo ruolo nella storia.

Leonardo Mori

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