C’ERA UNA VOLTA TARANTINO

 

 

Leviamoci subito il dente: “C’era una volta a Hollywood” non può essere un film di Tarantino.

Probabilmente se non avessimo saputo che si trattava dell’attesissimo nono film del gigante Quentin, la delusione dopo la visione si sarebbe limitata a qualche commento negativo fuori dalle sale.

E invece no! Eh no mio caro regista preferito, ti sei meritato un bel po’ di paragoni con gli altri otto capolavori che hai partorito. Analizziamo: otto film uno più bello dell’altro, e questo? Questo non rientra neanche nel “fan service”, non è stato all’altezza delle aspettative neanche per chi ha un altarino in camera in suo onore. Una storia un po’ troppo reinventata, che apre più vignette che, ahimè, rimangono scollegate fino alla fine del film, senza raggiungere un punto X in cui si sarebbe dovuto ricollegare tutto. Piatto, nessuna esplosione alla Tarantino. Che sia stato il cast il problema? Parte dell’attesa per questo film era sicuramente dovuta alla presenza di buona parte dei “big” del cinema americano e mondiale. Aspettative più che giustificate anche solamente dalla coppia Pitt-Di Caprio (e che gli vuoi dire?). Cast stellare senza alcun dubbio, tuttavia messi lì tutti insieme appassionatamente, stonano. In primis la bellissima e bravis…bellissima Margot Robbie, che sarebbe potuta tranquillamente apparire solamente di spalle e che, vicino al collega Leo, ricordava molto, forse un po’ troppo, “The wolf of wall street”, peccato che il regista sia un altro. Sempre per rimanere in tema “film di altri” vanno notate e sottolineate bene le svariate immagini che rimandano a “Il grande Gatsby”, ad esempio ogni scena girata nella piscina di Rick Dalton.

Insomma, il film s’inizia a guardare perché si hanno determinate aspettative, si lascia guardare perché ormai si è lì.

Hey, Tarantino, sei proprio tu? “Can you hear me?”giusto per citare uno dei suoi veri capolavori, “Le iene”, nella scena in cui Mr. Blonde tortura il poliziotto portandogli via un orecchio e, a proposito di momenti splatter, in “C’era una volta eccetera eccetera” la prima scena tutta sangue appare tardi rispetto agli standard degli altri film, più o meno dopo la prima metà, per niente nel suo stile.

Che dire, un prodotto cinematografico fin troppo autocelebrativo (vedere le numerose scene che ricordano molto gli altri film), carino, per carità, ma vicino al nome Quentin Tarantino, ci si aspetterebbe di più un aggettivo che riempie un po’ di più la bocca, non un banale “carino”.

Che sia stata la recente separazione con la partner, sia sul set che nella vita reale, Uma Thurman?

 

Ida Luisa De Luca

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