Storia bislacca degli Stati Uniti da Merica- Ep. 1

 

Siamo a metà Settecento.
Gli inglesi (da qui in avanti chiamati tracannabrodaglia) e i prussiani (grandi crucchi) salgono sul ring europeo, americano e asiatico per picchiarsi con i francesi (mangiarane), gli austriaci (piccoli crucchi), gli svedesi,  gli spagnoli, vari staterelli a giro per l’Europa.
Questo grande combattimento passa alla storia come Guerra dei Sette anni, perché “Guerra mondiale in costume e moschetto” suonava troppo male. Dopo sette round anni, i mangiarane perdono praticamente tutte le loro colonie, i grandi crucchi conservano la Slesia e i tracannabrodaglia si ritrovano in mano un impero coloniale più grande di quello che avevano prima.
Re Giorgio III d’Inghilterra, dopo aver speso un botto di soldi per difendere le Tredici Colonie (gli antenati degli Stati Uniti), chiede giustamente di pagare il conto.
I protoyankee non ci stanno, si incazzano di brutto, fanno guerra ai tracannabrodaglia e, dopo una serie di eventi storici che mi stanca ricordare ed elencare e tanti piccoli aiutini dai rancorosi mangiarane, riescono nel 1783 a staccarsi finalmente dalla Madrepatria. I tracannabrodaglia si ritirano in Canada e ciao.
Ah, nel mezzo c’è una curiosa Dichiarazione d’Indipendenza.
Vediamola insieme.
La Dichiarazione d’Indipendenza si basa su principi umanitari e democratici:
tutti gli uomini (bianchi, anglo-sassoni, anglofoni, protestanti, ricchi, puritani, schiavisti, eterosessuali) sono creati uguali (da qui la ganzissima teoria evoluzionista) da un Dio, che a differenza del Dio cattolico accattone onnipresente risiede nella Natura (che sarebbe anche Dio, in un curioso fraintendimento semantico dovuto alla mania dei Padri Fondatori per la botanica, in particolare la botanica delle piantagioni di cotone dove le loro allegre masse di schiavi neri lavoravano spontaneamente e soprattutto gratis).
“Tutti” gli uomini (quindi non le donne e tutti quelli che non rientrano negli aggettivi succitati)
sono quindi “creati” (non si sa bene come) da Dio, che gli fornisce inspiegabilmente diritti inalienabili, nel senso che se qualcuno prova a toglierli viene spedito a Guantanamo e se ha la pelle un po’ troppo scura viene freddato dalla polizia.

Fra questi diritti inalienabili, se ne segnalano tre:
1- La vita (che in termini contemporanei significa “il diritto di vivere come cazzo ci pare, tanto siamo bianchi”)
2- La libertà (“di fare come cazzo ci pare, tanto siamo ricchi”)
3- La ricerca della felicità (“la nostra”)
Dopo questi tre diritti, segue una sequenza di insulti e colorite ingiurie sui facili costumi dei parenti femminili di Giorgio III.
Perché dannarsi l’anima e stancarsi nell’arruolare e armare contadini che sono carne da cannone?
Non avevano proprio niente da fare? La risposta alla seconda domanda è: ovviamente sì.
La risposta alla prima invece sta tutta in una luuuuuuuuunga (e RICCA) corrente di storiografia liberale che la pone in questi termini, che prontamente tradurrò (la traduzione è in corsivo):

“Gli abitanti delle Tredici Colonie erano oppressi dall’ingiusta pressione fiscale del tirannico Re Giorgio III, che non permetteva un’adeguata rappresentanza e anzi permetteva che il parlamento inglese si basasse sui voti dei borghi marci, paeselli sperduti cui tuttavia spettava un seggio parlamentare. La classe politica inglese, avida e sorda alle giuste richieste dei coloni americani, si oppose a ogni istanza di questi ultimi.”

I riccastri schiavisti WASP (bianchi anglosassoni protestanti) non volevano scucire un quattrino a quelli che li avevano protetti fino al giorno prima. Re Giorgio III, dopo aver speso una fortuna per proteggerli, doveva da qualche parte cavare dei soldi e quindi decise di tassare i coloni. Nonostante fossero le colonie più ricche dell’Impero Tracannabrodaglia, l’esistenza dei borghi marci si spiegava dal fatto che anche in Gran Bretagna ci fossero altri riccastri (non proprio schiavisti però) che non volevano fare niente. I politici inglesi (che all’epoca non avevano i capelli biondi tinti e non erano sovranisti) se ne fottevano delle richieste dei riccastri schiavisti, soprattutto per il fatto che questi ultimi fossero lì proprio grazie ai primi e che soprattutto erano lì da nemmeno duecento anni, mentre loro si erano fatti il mazzo da oltre seicento.

“Dopo il massacro di Boston, la guerra divenne l’unica scelta: i coraggiosi patrioti si ribellarono alla tirannia di Re Giorgio, si armarono ed entrarono in guerra contro la madrepatria.”

Seguirebbe tutta una sfilza indigeribile di virtù yankee (ovviamente false come Giuda) quali fiducia nel progresso, pensiero illuminato, tolleranza, peni abbondanti ed efficienti ed equa distribuzione di vulve e caramelle per ogni maschio adulto. La taglio perché non ho voglia né tempo (e poi perché non sono un americano un americano ricco).

Dato che i riccastri schiavisti non potevano accedere al casinò di Giorgio III, decisero di costruirsi un enorme casinò tutto loro, con blackjack e squillo di lusso. Anzi, senza blackjack. E anche senza casinò. A farne le spese furono pochissimi[1].

Piccola ellissi e… puf! Ecco la prima costituzione figlia dell’Illuminismo e la prima grande democrazia moderna. Vi aspettavate una battuta satirica o critica? Ammesso che non siate dei nostalgici del mondo pre-industriale o nobili, non è che le cose prima fossero così belle, eh.
Dov’ero rimasto… ah sì, la Costituzione degli Stati Uniti!

Qualche coordinata sparsa qua e là:

– Da quando è entrata in vigore (dopo la guerra coi tracannabrodaglia), negli Stati Uniti si vota SEMPRE il secondo martedì dopo il primo lunedì di novembre. Una data curiosa, non trovate?
Sapete proprio perché tutto questo rigirio?
Perché quello era l’unico momento dell’anno dove quelli che potevano votare (cioè i bianchi riccastri schiavisti eccetera) potevano scendere in città perché le nevi si scioglievano. Hanno mantenuto la consuetudine da allora. Quando pensate agli statunitensi come radicalmente diversi dagli inglesi, ripensate a questo.


– Il suffragio è ispirato ai principi dell’Illuminismo, un movimento culturale tanto profondo e variegato da aver portato avanti istanze “universali” (nel significato succitato di “tutti gli uomini”) e profondissime. Quindi, votano TUTTI (i ricchi, bianchi, puritani, proprietari terrieri, schiavisti…).

– Ispirati alla teoria politica del famosissimo liberale mangiarane Montesquieu, i tre poteri (quello di fare le leggi, quello di imporle in modo violento e quello di fare il culo a chi non le rispetta, soprattutto se non bianco) sono separati. Certo.
In realtà, manco per idea. Il presidente (che praticamente è un re eletto da “tutti”, si fa per dire) nomina i giudici  dell’UNICO tribunale disciplinato degli Stati Uniti, ossia la Corte Suprema Federale, quando i giudici schiantano o si ritirano. Molto democraticamente, non ci sono troppe possibilità di rimuovere dal suo incarico un giudice della Corte Suprema. Davvero illuminati.

– Non finisce mica qui. Magari. Il presidente può fare decreti presidenziali e gli altri riccastri, gongolando fra una boccata di pipa (il cui tabacco è prodotto in casa in piantagione), possono accettare o meno, dipende se arriva il bonifico in tempo.

– Se il presidente fa un po’ troppe cazzate, può essere rimosso per impeachment, che tradotto in italiano significa “se la Camera e il Senato esprimono una maggioranza, il presidente è costretto a calarsi le braghe, a indossare orecchie da somaro e a ragliare per essere esposto al pubblico ludibrio. Ah, e non è più presidente, quindi non conta più niente e il vice-presidente improvvisamente occupa il suo posto. Così, per magia.”[2]

– Gli Stati Uniti non hanno confessione religiosa né riconoscono religioni.
La battuta è tutta qui.

– C’è una totale libertà di espressione.  Ma totale, eh. Basta non bruciare la bandiera a stelle e strisce.

– I cittadini, molto democraticamente, possono scegliere il candido preferito di uno dei due partiti: il partito cattivo e quello un po’ meno cattivo.

So benissimo che tutto questo articolo è sconclusionato, storicamente lacunoso, non corretto, spregiatamente anti-americano ma sapete cosa vi dico?
SAPETE COSA VI DICO?!

IO VI DICO

che ho fame e che ho voglia di un panino in un fast-food.  Mandate pure i vostri reclami all’apposita casella che trovate in alto alla vostra sinistra.
Pace.


Leonardo Mori


[1] Circa un misero 98 % della popolazione, fra cui: non bianchi, non uomini, non proprietari terrieri, non puritani, non ricchi, non istruiti. 

[2] Citazione tratta da Costituzione di Yankeeland, 1700 e qualcosa.

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